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Peste

E’ la malattia più grave e che rievoca il più infausto ricordo: l'epidemia più terribile fu quella definita della "morte nera” che, originatasi in Asia, si diffuse in tutta l'Europa e perdurò dal 1347 al 1350. Questa pandemia falcidiò almeno un terzo della popolazione europea e furono necessari circa due secoli prima che i paesi colpiti si riprendessero totalmente da questa catastrofe. Nel XVI secolo Venezia fu toccata da una pestilenza di inaudita violenza, durante la quale la popolazione venne letteralmente decimata. Si narra che da allora le gondole della città sono state sempre dipinte di nero in segno di lutto. Per non parlare della famosa peste "manzoniana", che nel XVII secolo colpì la città di Milano.
Negli ultimi decenni, furono riportati casi in Oriente (paesi del Sud-Est Asiatico,
Indonesia, URSS, Iran), nell’Africa occidentale e meridionale, in America Latina e in alcune regioni occidentali degli Stati Uniti. L'ultima epidemia di una certa consistenza - e che per fortuna rimase confinata- si verificò nel Vietnam nel periodo dell'infausta guerra, che, oltre ad un disastro ecologico ed umano diretto, lasciò anche questa triste eredità.
In Italia il morbo ha fatto la sua ultima comparsa negli anni 1940-1945 a Taranto, dove furono denunciati una cinquantina di decessi.
Oggi sembra debellata o comunque sotto controllo, anche se esistono ancora
popolazioni murine infette (Brasile, Ottobre 1986).
L'agente etiologico è la Yersinia (Pasturella) pestis; la malattia è trasmessa da un ratto all’altro - ed a volte all'uomo- dalla pulce (Xenopsyilla cheopis) che sistematicamente popolano il mantello del roditore. L'esito della malattia è spesso letale per il topo e per la pulce; inoltre per l’uomo la mortalità risulta elevata se non s’interviene tempestivamente con cure adeguate.
I roditori rappresentano il serbatoio naturale della malattia e gli episodi di infezione tra ratti e topi precedono costantemente la comparsa di epidemie tra la popolazione umana.

Febbre da morso

Provocata dal morso di Rattus norvegicus, sembra colpire più di frequente i bambini al di sotto dei 12 anni.
L'agente etiologico è lo Streptobacillus moniliformis e lo Spirillum minus. Dopo 6 o 7 giorni dal manifestarsi dei sintomi (ulcerazioni accompagnate da febbre, vomito,  mialgie e artralgie), cade la febbre e sopravviene un transitorio  miglioramento che dura circa una settimana, alla fine della quale si può avere la ricomparsa della sintomatologia prima accennata con alternarsi di periodi stasi e di recrudescenza della durata di 7 giorni ciascuno.
La forma determinata da S. minus (che ha un periodo di incubazione fino a 15 gg.) è nota come Sodoku, quella sostenuta dallo S. moniliformis (che presenta un tempo più breve d'incubazione: da poche ore a 4 gg.) è indicata invece come febbre di Haverhill.

Leptospirosi o "malattia di Weil”

L'agente etiologico è la Leptospira spp. L'infezione è provocata solitamente da contatto epidermico con l'agente etiologico disperso in acqua attraverso le urine di ratto o di altri animali che costituiscono il serbatoio naturale di questa malattia. Le spirochete, che si possono trovare nell’acqua, possono essere assunte anche direttamente attraverso le mucose.
L'uomo s’infetta per contatto con animali colpiti o, più spesso, con acque contaminate dalle urine infette; le leptospire penetrano attraverso lesioni o microlesioni (invisibili)  della cute e attraverso le mucose della congiuntiva e delle prime vie respiratorie.
La malattia si manifesta con febbre alta (39/40 °C) e brividi, vomito, congiuntivite,  dolori in sede lombare bilateralmente alla colonna vertebrale.
Anche gli animali domestici possono essere colpiti (e solitamente lo sono) e a loro volta sono in grado di trasmettere l'infezione all'uomo.
Può essere considerata una malattia professionale; è, infatti, particolarmente diffusa nei netturbini, cantonieri, stradini, marinai, minatori, pescatori, commercianti di pesce,  allevatori, macellai e tra coloro che lavorano nelle risaie.  Le infezioni presentano un punto di massimo stagionale nei mesi caldi, in corrispondenza con la massima dispersione delle popolazioni murine sul territorio.


Salmonellosi

L'agente etiologico è rappresentato dalla Salmonella spp. Le salmonellosi sono infezioni comuni all'uomo e agli animali e causate da circa 1800 sierotipi diversi del genere Salmonella.
Si trasmettono principalmente per ingestione di cibo e acqua contaminate da feci di animali o di persone ammalate.
I topi e i ratti sono particolarmente recettivi all'infezione e costituiscono un anello importantissimo nella catena epidemiologica di questa malattia. Il ratto è il vettore meccanico, data la sua abitudine a vivere o ad utilizzare, come vie di passaggio, ambienti luridi come fogne, pozzi neri, ecc. Il suo mantello è ottimo ricettacolo per questi batteri; anche l'animale stesso, se infetto, può essere veicolo d'infezione attraverso le urine e le feci (nelle feci le salmonelle possono resistere allo stato vitale fino a 4-5 mesi) mentre se vengono a trovarsi su alimenti possono resistere, o addirittura moltiplicarsi, per lunghi periodi.

Tifo Murino o tifo endemico

L'agente etiologico è rappresentato dalla Rickettsia mooseri o R. typhi.
E’ una malattia comune nelle popolazioni di topi e ratti, dai quali può essere trasmessa all'uomo. La pulce che infesta i ratti, la Xenopsylla cheopis, è considerata il più importante supporto alla diffusione di questa malattia, sia all'interno delle popolazioni murine che da queste all'uomo. L'infezione può essere acquisita anche per via congiuntivale o respiratoria attraverso l'inalazione di materiale infetto polverizzato.
Dopo un periodo d'incubazione che va da 5 a 15 giorni, si ha la comparsa di una forma febbrile che di solito non supera i 38-39 °C, accompagnata, nella maggioranza dei casi, da mal di testa, brividi, prostrazione e dolori a tutto il corpo. La malattia ha un decorso di circa 2 settimane, qualora non venga accuratamente trattata con antibiotici.
E’ importante notare come l'infezione non risulti trasmissibile attraverso la puntura della pulce (perché non interessa le sue ghiandole salivari), ma indirettamente attraverso gli escrementi che essa deposita nella zona della puntura.
E’ sotto questo aspetto che il Ratto assume una rilevante importanza sanitaria


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